IMUN: giornate da delegato all’Onu

Anche quest’anno numerosi studenti del Liceo “G. Galilei” hanno partecipato all’IMUN, simulazione in lingua inglese dei lavori degli organi dell’ONU, che si svolge a Roma.

Insieme ad altre migliaia di ragazzi provenienti da tutta Italia abbiamo vestito i panni di ambasciatori alle Nazioni Unite e abbiamo lavorato in commissione rappresentando il Paese che ci è stato assegnato, discutendo sul topic in agenda e proponendo risoluzioni per risolvere i problemi internazionali affrontati. Per cinque giorni ci siamo incontrati in splendide sale nel centro di Roma rispettando le regole dell’abbigliamento, rigidamente giacca e cravatta per i ragazzi e tailleur per le ragazze, e quelle di procedura, che disciplinano l’attività dei partecipanti rendendo la situazione molto realistica.

Per me questo è stato il terzo IMUN e sono sempre più soddisfatto della mia scelta perché il clima che si crea durante la simulazione è veramente bello e stimolante. Inoltre è molto interessante e gratificante discutere con altri coetanei su argomenti molto seri come cercare di migliorare la situazione dei rifugiati siriani oppure se è conveniente o meno investire per lo sviluppo delle tecnologie per gli organi artificiali. Dentro la commissione tutti i partecipanti a questo gioco di ruolo educativo si assumono molto realisticamente la carica di delegato argomentando le opinioni del Paese rappresentato, discutendo pacificamente con i “colleghi” e cercando alleanze tra le altre nazioni per scrivere la migliore risoluzione possibile, tutto assolutamente in lingua inglese. Molto suggestiva è l’ultima giornata dei lavori, quando si simula l’assemblea generale: si votano tutte le proposte uscite dalle varie commissioni e vengono scelti i “Best delegate”, i migliori ambasciatori, tra cui quest’anno c’è stata una bravissima studentessa della nostra scuola.

Consiglio a tutti questa esperienza perché consente di conoscere il mondo delle relazioni internazionali e permette di imparare cose nuove, di dialogare su temi d’attualità con ragazzi della propria età implementando l’uso della lingua inglese.

Filippo Formichetti