Intervista alla Prof.ssa Nicoletta Vitali: docente referente dell’Alternanza Scuola-Lavoro

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Prof.ssa, ci può parlare dell’Alternanza scuola-lavoro e della sua importanza nel contesto scolastico?

L’Alternanza scuola-lavoro nasce come tentativo di  modernizzazione della scuola italiana: prima come tirocini formativi e di orientamento con la Legge Treu del 1997 e poi come vera e propria metodologia didattica per costruire la cultura del lavoro e favorire lo sviluppo di competenze,  professionali e trasversali,  spendibili sia nel mondo del lavoro che nel proseguimento degli studi.

Fino al 2015 si trattava di un’esperienza opzionale, che gli studenti e le scuole potevano scegliere e che forniva crediti a chi la svolgesse. La legge 107/2015, che tutti conoscono come “La buona scuola” ha reso obbligatoria l’alternanza e stabilito un monte orario minimo da svolgere nel triennio: 400 ore per gli Istituti Tecnici e Professionali, 200 ore per i Licei. Si tratta di un grandissimo numero di ore, obbligatorie e in aggiunta al lavoro delle singole discipline  da svolgere comunque.

In realtà l’intenzione è quella di giungere a un’integrazione dei due aspetti, che ora sono piuttosto separati, almeno nei Licei, in modo da rinnovare la didattica dall’interno,  favorendo esperienze pratiche, tra cui gli stage. Certo, questo è  molto facile per gli Istituti Tecnici e Professionali, che studiano materie di indirizzo, da poter poi applicare a settori lavorativi. Per i Licei si tratta di una vera e propria sfida, che ha obiettivi prevalentemente di orientamento e di sviluppo di quelle competenze che servono comunque in ogni settore: rispetto dei tempi e dei luoghi, capacità di organizzarsi, imparare ad imparare,  capacità di relazionarsi con ambienti e ruoli diversi… Moltissime competenze, che sono riassunte in qualche modo nel profilo di valutazione degli stage.

La nostra scuola ha elaborato un progetto molto complesso, che tutti possono leggere nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa,  “in arte” PTOF, (sul sito o su scuola in chiaro). Esso prevede attività in aula, come le lezioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, il Progetto Orientamento Giovani appena svolto dagli studenti delle terze,  varie attività disciplinari, come la lettura di libri, l’apprendimento delle scritture per il lavoro, la riflessione etico-filosofica sull’etica del lavoro, e tantissime altre esperienze. Ci sono poi le attività sul territorio, che recepiscono le offerte più interessanti che ci provengono dall’esterno: convegni, conferenze, progetti… Infine, gli stage veri e propri, divisi per ambiti di elezione.

Quali sono gli ambiti presenti nella scuola e quali sono i più scelti?

Il progetto prevede che gli studenti possano scegliere tra ambito culturale, economico-giuridico, socio-sanitario e tecnico per le attività di orientamento sul territorio e per gli stage. All’inizio dell’anno scolastico gli allievi effettuano la loro scelta, che potrà essere modificata solo nell’anno successivo, ed indicano se preferiscono attività in itinere o dopo la fine della scuola.

Dei nostri 125 studenti di quarta a settembre 35 hanno scelto l’ambito culturale, 19 l’economico-giuridico, 34 il tecnico e 37 il socio-sanitario;  i ragazzi delle terze, invece, hanno optato in 22 per l’ambito culturale, 47 per l’economico-giuridico, 57 per il socio-sanitario e 70 per il tecnico. Un bel po’ di lavoro per i tutor scolastici!

Come tutor dell’ambito socio-sanitario, ci può dire come è cambiato – rispetto all’anno scorso – e come lo approcciano gli alunni?

Non posso confrontare il lavoro con quello dello scorso anno, in quanto non ho svolto io il compito, ma sicuramente i problemi sono rimasti gli stessi, come ho potuto verificare dai racconti e dai consigli che mi ha dato la prof.ssa Boscaglia, che gestiva l’ambito. Il principale problema è dato dalle strutture del territorio e dai vincoli di legge: si tratta di un settore estremamente delicato, in cui sono molto alti i rischi biologici per gli studenti in stage e i limiti di privacy per la tipologia di argomenti con cui si viene a contatto. I medici e i laboratori analisi non sono disponibili ad accogliere gli studenti, perché minorenni. Le stesse strutture pubbliche non si sono rese disponibili neanche per svolgere stage negli uffici, in quanto già impegnate con i tirocini degli studenti universitari. E’ la stessa struttura centrale ASL, con sede a Foligno, che non è disponibile a tale rapporto di collaborazione con la scuola. Perché la disponibilità degli Enti e delle Aziende è indispensabile per stringere una convenzione!  E’ stato però possibile attivare un percorso per due allievi all’ASL e tre allievi all’ARPA, grazie ad un bando vinto lo scorso anno. Ma i numeri sono esigui. Così ci siamo affidati alle Farmacie, che molto gentilmente si sono offerte di ospitarci, ai Medici Veterinari, presso cui moltissimi nostri allievi sono già all’opera e alle Associazioni di volontariato o di tutela con cui abbiamo aperto collaborazioni.  I ragazzi delle quarte stanno  inoltre svolgendo un corso di avviamento al primo soccorso tenuto da esperti della Croce Rossa Italiana e i ragazzi delle terze parteciperanno, probabilmente, ad un convegno sulle vaccinazioni nel mese di febbraio.  La maggior parte delle mie energie è stata impiegata per individuare strutture con cui poter stipulare le convenzioni. Il prossimo anno si potrà sicuramente migliorare creando percorsi standard, anche informativi. Penso ad incontri per illustrare la situazione del terzo settore in città o a interventi di esperti per spiegare il funzionamento del sistema sanitario nazionale. Erano in programma, ma non so se per quest’anno riusciremo a realizzarli.

Secondo lei, l’alternanza scuola-lavoro porta dei benefici? E se sì, quali?

L’alternanza scuola-lavoro è sicuramente utile perché spinge i ragazzi a riflettere sul lavoro, a considerarlo come parte integrante del loro progetto di vita sin dalle superiori e ad esplorare alcune dinamiche economiche del territorio.  Va però affrontato nel modo giusto, non come ulteriore obbligo da assolvere, ma come opportunità.  Certo, le sollecitazioni cui siete sottoposti sono tante, e non tutte possono arrivare a destinazione. Speriamo che  nella miriade di attività proposte, ciascuno possa trovare quei benefici che si adattano alle proprie inclinazioni e passioni. In fondo seminiamo per tutti, sperando che poi in ciascuno fiorisca qualcosa. Questo è il senso degli ambiti opzionali e dell’estrema complessità della macchina “Alternanza”.

A suo parere, c’è qualcosa che si potrebbe fare per migliorare?

Sì.  Dovremo rendere il progetto più “leggero”, senza eliminare la personalizzazione dei percorsi.  Dovremo integrare maggiormente le attività di alternanza con la didattica curricolare delle discipline. Dovremo pensare ad una ricaduta sulla valutazione degli studenti, come ci dice la legge e come sarà dopo la riforma dell’Esame di Stato che è attualmente allo studio. Dovremo ripensare la scheda del credito. Dovremo…

Come vedi, il lavoro è tanto, ma affascinante. Mi ha coinvolto h24 in questo anno scolastico. Talvolta sono stata tentata di mollare tutto, ma credo nella portata innovativa del progetto e quando sono riuscita ad aprire qualche percorso per i miei ragazzi in stage, la soddisfazione ha ripagato la fatica.

Lo stesso penso valga per tutti i professori impegnati direttamente: la prof.ssa Morici, che lo ha gestito lo scorso anno ed ora è tutor  di ambito culturale, la prof.ssa Pellegrini che cura l’ambito economico-giuridico, la prof.ssa Rinaldi, che si occupa dell’ambito tecnico, le prof.sse Lucioni e Croce che si occupano del Progetto IMUN,  il prof. Piantoni che ci ha aiutato nell’individuare collaborazioni sul territorio e a breve terrà dei corsi di cultura aziendale ed economico-finanziaria, la prof.ssa Marchesini che gestisce il database e collaborerà nello svolgimento dei prossimi corsi.

Tutti gli altri docenti sono comunque coinvolti, sia nelle iniziative particolari che nella didattica curricolare.

Intervista a cura di
Benedetta Fossatelli, GalileiInternational

Tratto da: “GalileiInternational del 27/01/2017, 3° numero, pagina 9“.

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